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IL REGALO PIU' BELLO


Paolo Benvegnù si è rotto i coglioni e agisce di pura rabbia, ma una rabbia positiva, felice, come di chi ha accettato il suo talento e non lo tiene più al guinzaglio, lo lascia libero di volare, mordere, impazzare. Mercoledì sera a Montegranaro il suo concerto insieme al gruppo che lo accompagna ormai da un quinquennio (e dunque è rodato a dovere), ha fatto sprizzare scintille attese e anche inaspettate. Uno spettacolo, va detto, strepitoso, scoccato in ritardo assassino, quasi due ore (ne avevamo da raccontarci, e a cena ci siamo trattenuti fra libagioni e discorsi sempre più splendidi), ma partito come un treno, un grande treno emozionale, con una prima ora di intensità straordinaria; poi nella seconda parte, che praticamente ha coinciso con i bis ed è durata un'altra ora, inaspettatamente tutto si è trasformato in una meravigliosa follia zappiana con cazzeggi, prese per il culo ai troppi artistucoli d'oggi, una cover, purtroppo intercettata da pochi, di Piero Ciampi, una versione irridente di ligabue e ancora sirene, annunci telefonici o da supermercato, musicisti che andavano al cesso, tornavano, s'azzuffavano, si scambiavano gli strumenti. E a chiudere i bis veri, ancora di intensità favolosa. Paolo non aveva voglia di scendere dal palco. Insieme ai Cheap Wine, re senza corona del rock and roll, Benvegnù, sovrano della canzone d'autore, è il migliore artista oggi in italia. Quando ci da dentro, cioè sempre, gli si dipinge una maschera di morte sul volto, scavato dalle luci. È uno che spreme sangue, quando concepisce, quando suona, quando vive, uno prigioniero della sua prodigiosa sensibilità atroce. È anche un produttore coi controcoglioni, con idee chiarissime su quello che pretende da se stesso. E la qualità della sua musica, già altissima, è in crescita e sentirete che razza di capolavori sono i nuovi brani, in uscita prima a ottobre, con un ep di 5 pezzi, e poi in febbraio col cd per altre 12 tracce. L'ho visto su un palco col suo fantastico gruppo, l'ho accompagnato su un palco da solo, voce e chitarra, e ha sempre saputo stupire me, che mi onoro di essergli amico (tra coetanei e milanesi delusi, ci si intende), come il pubblico in modo sempre diverso. Mercoledì nella folla sono rimasto colpito, piacevolmente sorpreso nel constatare con quale passione tutti cantassero i suoi brani, c'erano alcune ragazze (assai belle, peraltro: la gioventù marchigiana sa essere incantevole) che partivano già col primo accordo. Dicevamo, dopo il concerto, con Paolo: quando succede questo vuol dire che la tua musica è entrata nella loro carne, chissà quante volte hanno ascoltato il disco e questo è il segno che hai deviato, di poco, di tanto, le loro vite. Sei parte delle loro giornate, delle loro scelte in qualche misura, il loro modo di vedere aprirsi un fiore, di vivere un amore non può prescindere da quello che tu hai pensato, hai sofferto, hai inciso ed è arrivato fino a loro. Insomma crescono insieme a te. Oggi Paolo non si accontenta di niente di meno, ed è deciso a proseguire su questa strada, della sincerità, dell'onestà, fino alle estreme conseguenze. Il che può essere una sciagura se non si possiede il suo talento. Fortunatamente lui è benedetto, e più va a fondo, più ci regala arte pura. Paolo, che come tutti gli artisti veri custodisce una orgogliosa insofferenza e una dignità inscalfibile, la realizza in splendida autonomia, fa tutto da solo, è un pirata gentile della musica. Ma chi potrebbe dirgli cosa fare? Paolo Benvegnù è troppo avanti, come artista, come autore, rispetto a un mondo musicale di imbarazzante inettitudine e il suo carisma non deve nemmeno sporcarsi con tanta mediocrità. Sì, più lo ascolto, più lo vivo, più mi convinco che, insieme ai Cheap Wine, Paolo oggi è il regalo più bello che abbiamo, un regalo intriso di sangue e di poesia.


Massimodelpapa

tratto da: www.babysnakes.splinder.com