La distanza
Paolo cosa ci
puoi anticipare del tuo nuovo progetto musicale
Più che un anticipo è una conferma di questo progetto che
si chiama Paolo Benvegnù. Siamo in quattro e in questi giorni stiamo
registrando e mixando dei pezzi nuovi.
La conferma è questo gruppo dove io sono il cantante, scrivo i testi
e ho delle idee sulle canzoni ma fondamentalmente è un lavoro collettivo.
Questa cosa per me è importantissima, perché io ho dei limiti
grandissimi e gravissimi e dove non arrivo io arrivano gli altri.
Imparare
a lavorare sulla diversità è una ricchezza impressionante.
Questa è la cosa fondamentale.
Ad ottobre uscirà un ep con 5 pezzi e poi a febbraio il disco con
12 brani nuovi. Sono veramente felice di questi nuovi brani tra cui un pezzo
che ho scritto da poco, che mi ha liberato da un sacco di cose dal titolo”l’amore
santo e blasfemo”, e non so chi me la mandato…anzi lo so...sono
stati gli angeli ed io sono stato veloce a catturarlo prima degli altri.
Tanti pezzi nuovi sono già molto conosciuti al pubblico “live” , per noi è stato un bel regalo, ma non pensi che questo possa penalizzare le vendite in questo periodo dominato da internet?
No, anzi io sono contento di questo, perché un disco è un
racconto come un libro, per fortuna che siamo arrivati a questo livello.
Prima che ci fosse questa invasione di internet anche sulle vendite, si era
arrivati a mio parere a perdere veramente il senso, cioè ormai la
tecnologia permette di fare un disco con pochissimi soldi, come il nostro,
però ovviamente a quel punto ognuno fa il suo disco e ognuno scrive
il suo libro . Però
internet aiuta la promozione del disco?....................................... La
parola promozione ormai la paragono alle parole guerra e marketing, sono
parole
a me sgradite.
La
promozione
va bene
per
le pentole.
Noi non siamo più un prodotto, siamo una cosa di carne e sangue, ti
deve interessare la persona punto e basta! È questo il senso, cioè noi
andiamo verso quella direzione e perciò se uno vuole prendere il disco
quando uscirà è perché sa già il percorso da
seguire.
Tra queste nuove canzoni c’è “ la distanza” un brano che può sfondare anche in radio
La distanza paradossalmente funziona più live che in studio, tutto quello che arriva di quel pezzo quando lo facciamo dal vivo è la faccia di chi dice le parole e il corpo di chi suona quelle note. È un brano che parla di sofferenza e lo suoniamo come se fosse sempre l’ultima volta. Sono convinto che sia difficile che un pezzo del genere sia fruibile perché parla di cose riconoscibili da troppo poche persone. Adesso a me piace “nel silenzio”, abbiamo fatto una versione con gli archi, è un pezzo semplice che ho scritto l’anno scorso non sapendo perché. Ora lo so ed è bellissimo.
Si legge e si sente parlare un gran bene di te come del più grande artista della musica italiana attuale. Tu cosa ne pensi?
Penso che sia sbagliatissimo. Il più grande artista pop in Italia della mia generazione, secondo me è Morgan, lui è veramente bravo. Io sono uno che si impegna e che sta andando in fondo alla propria essenza. Devo dire che pensando all’anno scorso mi sembra impossibile di essere arrivato dove sono adesso umanamente e non artisticamente. E poi ci metto un altro grande: Bobo Rondelli che è un fenomeno tipicamente toscano, uno tra Modugno e Ciampi, un grande veramente, ti fa ridere e piangere contemporaneamente. Lui è! Io sono tra gli altri che cercano di fare delle cose belle.